«Ma io guadagno.»
È il pensiero che tranquillizza di più. Ed è proprio per questo che vale la pena guardarlo da vicino.
Se il conto è in attivo, sembra che non ci sia niente da dire. Niente debiti, niente buchi, niente da nascondere. Eppure non è il saldo a dire se il trading ti sta facendo male. Lo dice quanto spazio ha preso: nella testa, nelle notti, nelle relazioni.
Perché sembra vero
Il saldo è un numero chiaro, e i numeri rassicurano. Se perdessi, sarebbe evidente che qualcosa non va. Se guadagni, sembra la prova che stai facendo le cose per bene, che hai capito come funziona, che hai tutto sotto controllo.
Ma il saldo racconta solo una parte della storia. Non dice quante ore hai passato davanti ai grafici, quante volte hai controllato l'app a cena, come hai dormito, cosa hai smesso di fare.
Le vincite ti tengono dentro
Una vincita non è solo denaro. Ti dà una scarica, ti conferma che «funziona», ti fa sentire capace nel momento in cui succede. E ti invita a tornare, magari con somme più grandi.
Il punto è che le vincite arrivano in modo imprevedibile. A volte sì, a volte no, e non sai quando. Una rassegna scientifica del 2022 indica proprio il richiamo delle grandi vincite, come in una lotteria, tra i principi di design che alcuni prodotti di investimento ad alto rischio hanno preso dal gioco d'azzardo.
Così una vincita, invece di chiudere la partita, può diventare il motivo per rientrare. E un saldo positivo può nascondere per mesi un modo di fare trading che sta prendendo le dinamiche del gioco d'azzardo patologico.
Il problema è lo spazio, non il saldo
La Trading Disorder Scale, pubblicata nel 2025, è un questionario di 13 domande pensato dai ricercatori per riconoscere il trading problematico. Nessuna delle 13 domande chiede quanto hai guadagnato. Chiedono se il trading ti occupa la testa, se ti toglie il sonno, se hai provato a smettere senza riuscirci, se lo usi per non sentire il disagio, se hai mentito, se ha messo a rischio relazioni, lavoro o studio.
Gli autori lo dicono chiaramente: la scala misura soprattutto gli aspetti psicologici e di comportamento del trading, non i risultati economici.
Tra le domande c'è anche questa: hai mentito per nascondere quanto spazio occupa il trading nella tua vita, per esempio raccontando solo le operazioni in cui hai guadagnato? Le vincite, a volte, servono anche a questo: a non far vedere il resto.
I segnali
Prova a guardare questi, invece del conto:
- pensi al trading anche quando fai altro, o di notte;
- ti serve più tempo, o somme più grandi, per sentire la stessa eccitazione;
- quando provi a staccare senti nervosismo o irritazione;
- hai provato a ridurre o a smettere, senza riuscirci;
- fai trading quando stai male, per non pensarci;
- racconti le vincite e taci le perdite, o il tempo che ci passi;
- hai perso interesse per cose e persone che prima contavano.
Sono spunti per riflettere, non una diagnosi. Da soli non indicano un problema e possono avere altre spiegazioni. Ma se ti ci ritrovi, il saldo positivo non è un buon motivo per non guardarci dentro.
Il test
Se vuoi farti un'idea più precisa, puoi fare il test: sono le 13 domande della Trading Disorder Scale in una nostra traduzione, non ufficiale: la scala è stata validata in spagnolo, non in italiano. Sì o no, sugli ultimi 12 mesi. Gira nel tuo browser e non salva niente. Non è una diagnosi, ma può aiutarti a capire se è il momento di parlarne con qualcuno.
Se invece sei qui perché è una persona cara a dirti «ma io guadagno», trovi qualche indicazione in Per i familiari. E se vuoi capire meglio quando il trading somiglia al gioco, leggi Investire o scommettere?
Fonti
- Coloma-Carmona A., Carballo J. L., Miró-Llinares F., Aguerri J. C., Griffiths M. D. (2025). Development and validation of the Trading Disorder Scale for assessing problematic trading behaviors. Journal of Behavioral Addictions, 14(2), 941-958. doi.org/10.1556/2006.2025.00019
- Newall P. W. S., Weiss-Cohen L. (2022). The gamblification of investing: how a new generation of investors is being born to lose. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19(9), 5391. doi.org/10.3390/ijerph19095391
Questa guida dà informazioni: non è consulenza finanziaria e non sostituisce un medico, uno psicologo o un servizio di emergenza.